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A volte la determinazione e la caparbietà umana possono superare qualsiasi ostacolo. Sono queste le doti che hanno permesso a Tullio Frau, atleta non vedente, di correre i quasi 90 chilometri di Magraid, il raid sui Magredi che si è svolto lo scorso fine settimana. L’impresa di Frau è stata possibile grazie all’aiuto dei suoi accompagnatori, le sue guide, ovvero Gian Luigi Facca, Giovanni Da Pieve e Gaspare Gerardi. Il quartetto è rimasto sempre insieme, tanto che hanno chiuso tutti con il medesimo tempo, 12h30m17.
Magraid, manifestazione giunta alla seconda edizione, è nata dalla volontà dei Comuni di Cordenons, San Giorgio della Richinvelda, San Quirino e Zoppola di promuovere e far conoscere il territorio magredile. A cogliere la sfida dell’organizzazione dell’evento è stato il Traithlon Team del presidente Antonio Iossa e dell’event manager Paolo Tedeschi.
“Abbiamo vissuto la gara di quest’anno – esordisce Frau – in maniera diversa rispetto al 2008. Se quella era infatti una novità, che abbiamo preso anche con una certa “leggerezza” preparandola in poco più di un mese, questa volta ci siamo organizzato per tempo, allenandoci sul campo. Così la tensione durante la gara è stata diversa e sono riuscito a godermi il panorama sensoriale a 360°. Il fruscio degli arbusti, la musica del vento, i profumi dei fiori, sono tutte emozioni che mi ricordano la mia isola, la Sardegna, e questo mi ha dato un qualcosa in più. Vuoi per la migliore preparazione o per le piogge che sono cadute abbondanti quest’inverno e hanno modificato la morfologia del territorio, ho sentito la gara leggermente più abbordabile. Quest’anno è andata insomma bene e sono molto contento della mia prestazione, del gruppo e di tutti i 72 compagni di avventura. È una gioia immensa che non so come descrivere e continuo a dire che cammino a 3 metri da terra perché non so più chi ringraziare”. Certo l’avventura di Tullio Frau non sarebbe stata possibile senza l’aiuto, la guida invisibile che sono stati i suoi accompagnatori. Cosa ti senti di dire loro? “Ormai li chiamo angeli custodi o, a volte, scherzando, body guard. Non posso che ringraziarli per la pazienza che hanno e loro sanno tutto quello che c’è dietro il mio grazie. Ci sono però anche altre persone che devo ringraziare. Innanzitutto la mia famiglia, che mi sopporta e che mi aiuta sempre e che è venuta ad aspettarmi all’arrivo al Parareit. Poi Antonio Iossa, visto che è l’ideatore e colui che lavora per costruire questa bell’impresa, Paolo Tedeschi per le indicazioni veramente importanti che mi hanno permesso di superare la borsite alla caviglia che mi affliggeva questa primavera, e il gruppo di lavoro di Matteo Chittaro di Tricesimo, che, studiando la mia postura, ha scoperto essere questa la causa dei guai alla caviglia”. L’esperienza di Tullio Frau e dei suoi accompagnatori sono un esempio di quanto la determinazione può fare, che dovrebbe essere d’insegnamento per molti. “Penso che se tutto questo – conclude Frau – servisse da esempio per chi passa le giornate a poltrire davanti alla televisione io e i miei amici avremmo raggiunto un traguardo importante”.
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