Trail e ultra trail, maratona, ultramaratona nei magredi a Pordenone - Italy

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PROMOZIONE MAGRAID: SE TI ISCRIVI PRIMA, PAGHI MENO
Friday, 03 February 2012
There are no translations available. Segnatevi questa data: 18 marzo 2012. Lo staff di Magraid ha deciso di premiare tutti coloro che si iscriveranno alla gara entro quel giorno con un regalo... Read more...

NEI FORUM DEGLI ADDETTI AI LAVORI...
Friday, 27 January 2012
There are no translations available. ...non si fa altro che parlare di Magraid 2012! ll tam tam del web non rallenta, anzi accelera in vista di giugno. Qualche esempio qui, qua e anche in questo... Read more...

ANCHE IN BELGIO INTERESSE PER IL MAGRAID
Friday, 27 January 2012
There are no translations available. Abbiamo ricevuto con piacere questa settimana una richiesta d'informazioni sulla gara di giugno da parte di un runner belga, il quale ha chiesto delucidazioni sul... Read more...

VIENI AL MAGRAID E PORTA IN VACANZA LA TUA FAMIGLIA - ECCO IL FAMILY TOUR
Wednesday, 25 January 2012
There are no translations available. Una manifestazione sportiva che traini il turismo e un'offerta turistica che promuova la competizione agonistica: ormai, nell'attuale settore delle offerte... Read more...

Capitolo 3 - Allenamento
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Magraid può essere vissuto con tre approcci diversi.

  1. Finire Magraid: un obiettivo clamoroso
  2. Finire Magraid con un tempo soddisfacente
  3. Fare classifica o essere “in The Money”

Può sembrare strano: si trova molto materiale su come vincere una Gara, per questo motivo la nostra scelta è di porre particolare attenzione ai primi due casi. In America il mondo dell’Ultramaratona si pone in modo profondamente diverso da quello Europeo, molto più incline ad una visione competitiva e prestativa. La visione è molto attenta alle esigenze pratiche di chi corre lunghe distanze in Off-road pur non avendo grandi qualità, sopperendo con Allenamento e tattica alla mancanza di caratteristiche da vero agonista. Ci sono molti concetti che normalmente si associano al mondo del Trail Running, un buon numero di questi è legato all’allenamento ed alla fisiologia dell’uomo in movimento, altri invece appartengono al delicato mondo dell’equilibrio psicofisico, di cui l’uomo sembra alla ricerca con vigore sempre maggiore nell’evolversi della società. Metaforicamente l’attraversamento di montagne, deserti, pianure estese è di per se un richiamo atavico, un segnale interiore che probabilmente fa parte di nostre informazioni genetiche che riemergono dopo essere state soffocate da un percorso di civilizzazione che inizia a sembrare eccessivo. Questa Allure che aleggia attorno alle manifestazioni di Trail Running è facilmente percepibile frequentando gli ambienti di Gara o semplicemente sfogliando Siti e Riviste dedicate.

Sperimentazione Psicofisica Individuale

Il percorso può anche essere visto come metafora di esperienza umana, un gradiente di crescita che un soggetto decide d’intraprendere non tanto come sfida quanto come sperimentazione. Il termine sfida è spesso abusato, è molto meglio costruire un’esperienza su di un progetto che coinvolge l’individuo nella sua globalità e lo guida, attraverso una serie di situazioni allenanti, verso un obiettivo più o meno impegnativo ma, sempre, fonte di stimoli e motivazioni, immerse in un contesto ove il miglioramento delle proprie qualità, nel rispetto dell’integrità psicofisica, è la luce che illumina il percorso. Sperimentazione psicofisica individuale è la sintesi che ben rappresenta questo concetto che spesso scivola inosservato ma è alla base di un fortissimo richiamo verso questo tipo di Competizioni.

La Valutazione Funzionale ed i Ritmi Allenanti

E’ molto semplice ottenere una Valutazione Funzionale grazie alla quale modulare quelli che saranno i Ritmi Allenanti ed il Ritmo Gara. Nel capitolo dedicato all’Allenamento Aerobico vengono riportati quelli che sono normalmente considerati i Ritmi Allenanti su base Metabolica, ovvero nel rispetto di frequenze cardiache desunte da una valutazione funzionale individuale. La scelta dei Ritmi ed il loro corretto utilizzo nella pianificazione dell’Allenamento non è tuttavia sufficiente, sono semplicemente dei supporti, utili o addirittura indispensabili, ad avere un controllo dei meccanismi di Bio-feedback. Intervengono a questo punto Sono già più difficili le scelte strategiche e tattiche, nella fattispecie la programmazione di pause, momenti di camminata, ristori, per arrivare alla visione diretta dell’avversario\a. Magraid, per essere affrontato con una certa logica, deve prevedere:

  • Conoscenza dei propri Ritmi e proiezione del Ritmo Gara.
  • Pianificazione strategica, ovvero scelta della condotta di Gara e ristoro\reidratazione.
  • Tattica di Gara, ovvero competizione diretta con l’avversario\i.

Analizziamo singolarmente i tre punti

Conoscenza dei propri Ritmi e proiezione del Ritmo Gara.
La conoscenza della propria capacità lavorativa in esercizio è la base sulla quale costruire i propri Ritmi Allenanti e fare una corretta proiezione per il Ritmo Gara. Oltre alla valutazione funzionale i Ritmi Allenanti vanno provati sul campo di Gara, ovvero bisogna vedere come effettivamente il fisico risponde in condizioni simili a quelle che saranno le effettive sensazioni di Gara. Pianificazione strategica.
E’ d’importanza fondamentale, soprattutto per gli Atleti che puntino a concludere dignitosamente Magraid piuttosto che per quelli che competono per i premi.
Tattica di Gara.
Questo paragrafo concerne Atleti che cerchino il successo nella competizione che, essendo una Gara per somma di tempi, assomiglia ad un giro ciclistico oppure ad una RallyRaid motoristico. Il tempo della prima tappa esprime sostanzialmente la Velocità di Soglia Anaerobica, assomigliando molto ad una Mezzamaratona. I tempi personali sono risultati molto simili alla prestazione del singolo Atleta su queste distanze, la lunghezza inferiore del percorso viene in parte compensata dal tipo di terreno, non particolarmente veloce ovviamente. L’orario nel quale si corre pone gli atleti in condizioni abbastanza favorevoli, ovviamente la sera l’umidità nei Magredi si fa sentire. In questo caso gioca un ruolo importante l’educazione alla reidratazione in quanto lo stimolo della sete può essere pericolosamente sottovalutato. L’obiettivo è quello di finire con un tempo molto simile al personale di una Mezzamaratona (lenta) senza avere alcun tipo di sofferenza e, soprattutto, evitando il più possibile strappi e cambi di Ritmo. La tappa Marathon in realtà non è una comune Ultramaratona in quanto è preceduta da un prologo tutt’altro che trascurabile e verrà seguita da una tappa finale nella quale andranno espresse qualità velocistiche sicuramente superiori. In questo caso l’idratazione non basta più, bisogna seriamente pensare anche ad una serie di rifornimenti alimentari che, seppur di modesta entità, possono fare la differenza. La tappa finale è strettamente influenzata dal risultato ottenuto sino a quel momento e, di conseguenza, sarà corsa di conserva oppure all’attacco. Nonostante lo sforzo dei giorni precedenti è una tappa che si corre in modo agevole e, se fa molto caldo, le difficoltà rappresentate dall’attraversamento di risorgive e torrenti diventano dei preziosi momenti di sollievo.

Qualità e Caratteristiche.
Il più grande errore che a mio avviso si compie nel mondo dello Sport e la mancata visione di quelle che sono Qualità e quelle che invece sono le Caratteristiche del singolo Atleta. Purtroppo l’emulazione del Campione, preso come parametro di riferimento, è un comodo escamotage per avere la conferma che quanto si fa è corretto. Questa probabilmente è la maggiore fonte di confusione tra le Qualità e le Caratteristiche dell’Atleta, ed in virtù di altrui vittorie si allenano disperatamente delle Caratteristiche, tentando di modificarle in quanto ritenute Qualità.

La progressione degli Allenamenti.
La Progressione degli Allenamenti rispecchia da vicino il II Principio dell’Allenamento, quello della progressività dei carichi. Nel caso di un Raid come questo dobbiamo fare un distinguo nella progressione, in quanto l’adattamento che ci prefiggiamo esula dal semplice correre più o meno velocemente. Dobbiamo considerare il terreno, la distanza, la mancanza di recupero. Per chi è abituato sembra naturale, in realtà è molto diverso dal preparare un’Ultramaratona che, comunque, per quanto protratta nel tempo è un’unica prestazione.

Le grandi e le piccole pendenze.
Chi non è abituato a correre vede la salita come una grande difficoltà e la discesa come un sensibile aiuto. Probabilmente la sua esperienza individuale è stata vissuta in bicicletta. La corsa in salita e quella in discesa sono due movimenti biomeccanicamente molto diversi e l’applicazione delle forze di propulsione e stabilizzazione della muscolatura seguono andamenti inversi. In salita la propulsione è impegnativa, la stabilizzazione molto meno, l’esatto contrario in discesa. E’ dominante la fase della contrazione concentrica, in discesa non solo la fase eccentrica della contrazione è dominante ma raggiunge livello che possono sfociare facilmente nel patologico.