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Magraid uomo e Natura in un’unica entità.
Capitolo 4 - Il Potenziamento in Palestra.
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Per fortuna ho vissuto in prima persona tutto l’evolversi del mondo “delle Palestre” in Italia, frequentando dapprima quelle “nostalgiche” provenienti dal dopoguerra, per poi seguirle professionalmente dal periodo che precedette il Boom del BodyBuilding dei primi anni ’80. Questo attraversamento mi ha permesso ci vedere nascere, se non addirittura creare, molti nomi che sono stati via usati per definire determinate pratiche sportive Indoor, con risultati alle volte significativi altre volte moda effimera anche se, sostanzialmente, si è sempre parlato d’attività fisica in contrapposizione alla sedentarietà, cura del corpo in contrapposizione alla sciatteria.

La genesi e l’evoluzione della Palestra in Italia

Prima di parlare di Potenziamento in Palestra affrontiamo quindi un breve percorso che ci permetta di capire di cosa stiamo parlando è qual è stata la genesi. La Palestra è un luogo che nel corso degli anni continua ad avere un’immagine poco definita variando da momenti in cui a seguito di dichiarazione d’Atleti famosi sembra miracolosa a periodi bui in cui sembra semplicemente il regno dell’effimero e dell’inutile. Attualmente il sostantivo Palestra viene usato quasi esclusivamente per indicare strutture scolastiche, sostanzialmente richiama il concetto d’allenamento a corpo libero o con piccoli attrezzi fatto al coperto. La sua funzione in questo caso è fortemente incentrata sulla protezione dagli agenti atmosferici e sul controllo più o meno raffinato dei parametri di temperatura ed umidità. Wellness è invece un neologismo che indica più un luogo simile ad una SPA (in termini latini un luogo dove si fruisce delle qualità terapeutiche dell’acqua) e l’attività fisica viene interpretata come un complemento ad una condizione di Benessere, motivo per il quale Centro Benessere e Wellness sono due vocaboli sempre più spesso accoppiati nel comune parlar italiano. Fitness in Italia a partire dai primi anni ’90 è stata sostanzialmente l’introduzione dell’attività aerobica codificata, eventualmente attrezzata, all’interno delle Palestre. Anche in questo caso gli Imprenditori del settore hanno spesso generato più dubbi che fornito certezze, in quanto sia sulla pubblicità multimediale sia agli ingressi dei Centri le scritte si sono moltiplicate, alla ricerca di lanciare un messaggio di una disciplina accattivante che non porti con se elementi riconoscibili come “cattivi” e, di conseguenza, poco appetibili commercialmente. La vera grande svolta nel mondo delle Palestre, tralasciando gli aspetti tecnici o di costume, è stata che a partire dagli anni ’80 in Italia abbiamo assistito ad una crescente offerta di centri attrezzati, aperti tutto l’anno e spesso senza giorni di chiusura, con orari serali normalmente riservati alla ristorazione, a prezzi assolutamente accessibili. Vista questa funzione “storica” di quelle che erano le Palestre di Bodybuilding ed oggi sono i Fitness\Wellness Center, togliamo loro qualsiasi preconcetto ed impariamo ad utilizzarle in modo propositivo e funzionale allo Sport che vogliamo praticare. La corsa in generale ha bisogno di molto lavoro specifico per la muscolatura, sia per quanto riguarda la propulsione sia, soprattutto, per la stabilizzazione ed il corretto proporzionamento delle catene cinetiche e, non ultimo, dell’aspetto fisico in generale. Non dimentichiamo mai che il corpo umano va considerato nella sua globalità e che ormai, volenti o nolenti, ci siamo abituati a degli stereotipi d’atleticità ai quali è difficile rinunciare. Anche se l’obiettivo è quello di correre, un grado accettabile di sviluppo muscolare ed un’adeguata tonicità fanno parte integrante di una sfera psicofisica che, sostanzialmente, è quella che ci proponiamo d’ottimizzare.

Le Valutazioni e la loro influenza nella programmazione del potenziamento

Partire da una serie di valutazioni funzionali, posturali, baropodometriche e stabilometriche non è ancora diffuso nella comune vita del podista, va sottolineato però che le valutazioni sono in realtà abbastanza facili da farsi ed i centri che si occupano di tali mansioni lavorano a prezzi contenuti. Il vero problema è dare il giusto peso alle valutazioni che, spesso, vengono effettuate solo in presenza o come conseguenza di patologie od infortuni. Un’abitudine trascurata che, invece, potrebbe dare grande ausilio è quella d’effettuare della valutazioni basali, stabilometriche, baropodometriche e funzionali nel momento in cui si sta bene e non vi sono sofferenze in atto. Questo serve a distinguere quelle che sono caratteristiche individuali ed equilibri naturalmente compensati da posture antalgiche o dismetrie funzionali in seguito a sofferenze, in pratica di tratta d’avere un preciso riferimento per distinguere quelle che possono essere la cause dagli effetti. In parole semplici se un soggetto corre in modo dismetrico questa può essere una sua caratteristica come una risposta antalgica, può essere la causa di una patologia futura o l’esito di una presente. Una valutazione basale è un ausilio prezioso per poter seguire un atleta nel tempo, con riferimenti molto più precisi rispetto alla sola constatazione di un evento traumatico o di un sovraccarico funzionale che, ormai, ha evidenziato la propria presenza.

Il Controllo Propriocettivo.

Troppo spesso trascurato negli ultimi anni, complice l’evoluzione esponenziale dell’elettronica, gli allenamenti per la Propriocezione sono diventati molto “di moda”. Hanno iniziato i supporti instabili (tipo Core o Bosu) che, utilizzati al posto dei normali Step, impegnano, forse eccessivamente, il controllo Propriocettivo. Ma non possiamo scordare esempi clamorosi come quelli delle scarpe basculanti, per arrivare alla moda imperante dei Wii i quali utilizzando tecnologie sino a poco tempo fa costosissime propongono soluzioni molto interessanti in bilico tra ludico e Sport. Nello Sport si parla di propriocezione soprattutto nei capitoli relativi alla riabilitazione e si incomincia ad introdurre tecniche di questo tipo nei nuovi tipi di Stretching che con definizioni del tipo “globale” sostanzialmente perdono l’analiticità del metodo per considerare piuttosto equilibri complessi dei determinate catene cinetiche. Ma nel mondo della propriocezione inserirei di diritto anche i Microchip che riprogrammano le catene cinetiche creando, di fatto, una nuova piattaforma di propriocezione. Se non abbiamo la pretesa d’effettuare allenamenti con dei precisi indicatori di Bio-feedback l’Allenamento Propriocettivo è molto semplice ed estremamente redditizio. Il concetto fondamentale è quello di creare una condizione d’instabilità e cercare di trovare degli equilibri dinamici, possibilmente coordinati. Non è ancora del tutto chiaro quale sia il limite alle qualità incrementate con questo tipo d’allenamento in quanto vi è l’impressione che alle volte si migliori così tanto la tecnica individuale che questa va a sopperire quelle che dovrebbero essere le doti “universali” acquisite con l’allenamento stesso. Assomiglia alla digressione riguardo i Test per la Forza Esplosiva tramite esercitazioni dinamiche (salti..) che sembrano premiare in modo esagerato chi acquisisce abilità nell’esecuzione del Test. Superato queste empass per tornare alla pratica ritengo sia fondamentale far precedere l’Allenamento Propriocettivo da un Allenamento analitico che permetta all’Atleta d’avere coscienza dei singoli anelli delle proprie catene cinetiche, creando quella che i BodyBuilder degli anni ’80 chiamavano con grande romanticismo “coscienza muscolare”.

La Programmazione

Ci sono vari modi dei quali basarsi per una corretta programmazione, l’importante è capire il loro ruolo separatamente da quello che è il Macrociclo riferito allo Sport specifico che si vuol preparare e prevederne un corretto inserimento. Il concetto fondamentale è rendersi conto di come sia impossibile decidere a priori, in base al calendario agonistico, quelli che saranno i tempi dei Mesocicli dedicati al Potenziamento: in questo caso il Calcio è l’esempio peggiore che mi viene in mente. Infatti molte volte mi è stata chiesta una Preparazione specifica per il Calcio da farsi in uno-due mesi estivi, con la pretesa d’ottenere dei risultati che, inoltre, siano protratti nell’arco di una stagione che finisce 8 mesi dopo. Se si affronta un ciclo di Potenziamento bisogna in modo categorico rispettare i tempi fisiologici necessari ad ottenere una risposta organicamente significativa dall’organismo. Anche in questo caso vi sono approcci abbastanza diversi, quello che ritengo più semplice è la suddivisione in tre Mesocicli i quali abbiano degli obiettivi individuali ben chiari nel rispetto delle qualità ricercate.

Foundation Training

Allenamento fondamentale, che è correlato alla caratteristiche del soggetto più che allo Sport che in effetti andrà a praticare. E’ il momento di risolvere problematiche, incrementare qualità generiche, lavorare sugli equilibri funzionali, sulla postura, sulle catene cinetiche se compromesse da squilibri funzionali. Questa fase della preparazione viene troppo spesso sottovalutata, considerata alla stregua di quello che nelle Palestre Fitness viene definito allenamento per Principianti. E’ un errore clamoroso. In questo periodo si possono combattere, con successo, “eredità” di traumi pregressi oppure deficit di forza che l’Atleta, per svariati motivi, può avere. Ma non solo. E’ il momento in cui si può trattare l’Atleta nella sua complessità umana, dimenticando la specificità dello Sport. Non va trascurato in questo momento l’aiuto psicologico che deriva dal confronto con una visione meno ristretta dello Sport praticato, un concetto abbastanza complesso e poco esplorato, ma molto importante. La rigenerazione in senso olistico prevede che l’Atleta trovi degli stimoli “genuini” nell’affrontare la preparazione per un altro anno di Gare. Il rimanere sempre ancorati ad una visione specialistica della disciplina praticata induce a restringere la propria osservazione, ad effettuare una preclusione sociale piuttosto che un’apertura. Questa chiusura può essere deleteria per l’aspetto motivazionale.

Sport Related Strenght

Il momento forse più importante della preparazione, nel quale si incrementano le qualità specifiche responsabili delle prestazione finale. Il lavoro continua ad essere analitico, la sensibilità neuromuscolare propriocettiva trova in questi momenti il suo massimo affinamento. La conoscenza “istintiva” delle catene cinetiche, tramite l’allenamento analitico, fornisce una serie di Bio-feedback tramite i quali l’Atleta migliora la conoscenza di se stesso e si rende effettivamente conto dell’efficacia di ogni segmento che compone il gesto motorio. Gli equilibri sono volti alla prestazione finale, di conseguenza gli Allenamenti perdono l’indicazione “globale” per assumere analiticità nel creare successivamente un gesto vincente. In questo momento, con ogni probabilità, l’efficacia surclassa l’efficienza, la quale andrà affinata in altro modo. Per questo motivo ritengo profondamente sbagliato definire “trasformazione” i lavori che seguono l’allenamento con i sovraccarichi, non si trasforma proprio niente. Si affina il gesto oppure, più propriamente, si cerca d’utilizzare la maggior efficacia delle catene cinetiche per una maggiore efficienza finale. Lo scopo è quello d’utilizzare le qualità di forza specifica costruita in modo funzionale ed economico nei confronti del gesto finale. Ecco perché assetto e specificità sono molto importanti,per non rischiare di costruire semplicemente un Atleta “più forte” a livello generale ma che non riesce da un lato ad utilizzare questa maggior forza in modo vincente, dall’altro pagando la maggior efficacia con una minore efficienza.

Explosive\Specific Strenght

E’ la parte finale del lavoro che negli Sport di Potenza vede l’utilizzo di metodiche molto particolari. Per la corsa in effetti il limite è lo Stress articolare, il quale è in assoluto il nemico silenzioso più pericoloso. L’Allenamento per la Forza Esplosiva trova molteplici espressioni, utilizzando sia attrezzature specifiche, arrivando all’Isocinetica in passato, ma anche movimenti a corpo libero ed esercitazioni Pliometriche. Purtroppo la facilità d’esecuzione di determinate tecniche (facilità nel senso che non servono attrezzature specifiche o costose) ha fuorviato la pericolosità di determinate tecniche o, perlomeno, la loro indicazione per atleti giovani m, soprattutto, integri dal punto di vista osteoarticolare.

Richiami

Finita la preparazione “invernale” sempre di più gli Atleti sentono il bisogno d’effettuare quelli che un tempo venivano chiamati “richiami”. In realtà con una corretta pianificazione le qualità di forza acquisite si possono mantenere in modo significativo anche con pochi allenamenti intervallati nel tempo, nel rispetto dei limiti massimi del principio della continuità del carico. Nella corsa la carenza di forza ha un modo particolare di presentarsi e, soprattutto, si manifesta in modo tardivo, quando sorge una patologia da squilibrio funzionale oppure con evidenti cali di Performance. Anche in questo caso è difficile distinguere la componente Metabolica da quella puramente muscolare nella prestazione, motivo per il quale è una corretta abitudine tutelarsi da quest’ultima condizione con una programmazione che tenga conto dell’inevitabile calo di forza dovuto alla componete catabolica dell’Allenamento “In Season”.

 
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